“GUARDAMI ANCORA” A TEATRO PER IL PREMIO LEMBO: RIDENDO E SCHERZANDO, FACCIAMO I SERI.

GUARDAMI ANCORA 1Una commedia caratteristica e spiritosa, ma con dietro di sé alcuni dei temi sociali più attuali. Sabato 18 maggio si è svolta, in occasione del penultimo appuntamento della terza edizione del Premio Lembo, nel teatro omonimo, la rappresentazione teatrale “Guardami ancora”, presentata dalla compagnia napoletana “I Filodrammatici”. “Definire queste compagnie amatoriali è quasi un insulto, sono tutti dei veri professionisti”, ha affermato Luca Zecchillo, presidente della giuria, lodando il valore aggiunto che i suoi partecipanti danno alla competizione. Si è parlato anche di cultura, della sua importanza a livello locale e territoriale e della possibilità di far conoscere la nostra città non solo in Italia, ma anche in un territorio più ampio, “Tutti gli attori che ci lasciano alla fine portano Canosa nel cuore”, ha detto ancora Zecchillo, “Si spera sempre di farsi conoscere ancora di più in futuro, magari anche all’estero”. La visione della commedia è stata dinamica e interessante; la trama, apparentemente basata sui clichè della tradizione napoletana, con il boss malavitoso e il suo “rampollo” in procinto di sposarsi con la sua bella fidanzata, è stata in grado invece di sorprendere, di sovvertire gli stereotipi, e anche di colpire nel segno ed emozionare, esponendo e trattando temi come l’omofobia, l’omosessualità, la lotta contro i canoni predefiniti della società, e soprattutto l’amore, bello in tutte le sue sfaccettature e in tutte le circostanze.

GUARDAMI ANCORA 2I personaggi, tutti adeguatamente caratterizzati, sono stati interpretati da attori validi che hanno dimostrato di saper gestire e coinvolgere il pubblico, facendolo sentire partecipe dello spettacolo. Antonello Dattilo, nel ruolo del boss capofamiglia, ha detto “Più che un lavoro per noi è una passione, una cosa che ci dà molte soddisfazioni”. Infine, Luca Silvestri, attore che recita nel ruolo del protagonista, Leonardo, punto forte della commedia, ci ha parlato della sua carriera di attore, iniziata da adolescente e proseguita con impegno anche attraverso tutte gli ostacoli che questo lavoro comporta, e soprattutto della costruzione ed interpretazione del suo personaggio, costretto a mettersi in discussione e ad aprire la propria mente, “ Per interpretare bene un personaggio bisogna avere una certa sensibilità, e tenere conto del messaggio che si vuole trasmettere”, ha detto parlando della sua interpretazione, sottolineando come un opera teatrale debba sempre lasciarci un messaggio significativo, a prescindere dalla trama o dai toni.

Articolo Rossella Tisci

Interviste Flavia Mazzarella

Foto di Martina Di Biase e Nicol Di Biase.

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